Cos'è "Vision Frame Lab"?

"Vision Frame Lab" è l’insieme di tre lettere, che rispettivamente significano: "Visione", "Immagine" (fotogramma), e "Laboratorio".

Sono tre elementi che costituiscono un progetto di Coaching, basato sul potere dell’immagine e sulla sua capacità trasformativa.

Trasforma ciò che vedi è un invito a cambiare la struttura interna della realtà che è proiettata di fronte a te. 

Può sembrare difficile, ma è molto più semplice di ciò che pensi...

Hai mai riflettuto sul fatto che ciò che vedi è una porzione molto ristretta della realtà? 

I nostri occhi "inquadrano" una certa porzione di spazio all'interno di una "cornice", rappresentata dai limiti della nostra visuale. È lo stesso processo messo in atto dalla macchina da presa nel cinema: essa "riprende" una determinata location, determinati personaggi, una storia che si svolge all'interno di un frame, ovvero lo spazio dell'inquadratura.

È il regista a determinare la scelta dell'inquadratura, la scelta dei personaggi, degli elementi della scenografia, dei dialoghi, e perfino degli agenti atmosferici attraverso l'utilizzo delle luci.

Anche noi possiamo imparare l'arte della regia per dirigere al meglio la nostra vita, e orientare la macchina da presa affinché "ciò che vediamo" rappresenti al meglio "ciò che amiamo".

Il nostro "occhio interno", proprio come l'obiettivo della macchina, può avere il potere di focalizzare un frame piuttosto che un altro. Può scegliere di cambiare inquadratura all'interno di uno spazio "infinito", o se ama una specifica inquadratura, può scegliere di trasformarla attraverso la scenografia, la sceneggiatura, i personaggi, e l'uso sapiente di luci ed ombre.

Ti piace ciò che vedi nella tua inquadratura? Ti piace la tua storia?

Preparati a scrivere e dirigere un nuovo capitolo della tua vita!

Unlock your next life chapter!

 

 

 

Ritornare ad emettere Luce...

Sia in Psicoterapia che nel Coaching, spesso non si tratta un elemento fondamentale, che non è riconosciuto né a livello scientifico, quantomeno a livello psicoterapico: l’Amore per la Vita.

Talvolta citato in termini letterari o filosofici, per descriverne il senso e la comprensione nella sua esperienza a livello universale. In realtà rappresenta lo sviluppo di un senso vero e proprio, proprio come i 5 sensi che tutti conosciamo. È un dispositivo interno che permette ad ogni essere di connettersi a se stesso e alla realtà all’interno della quale è immerso. Potremmo immaginarlo come un sistema di radici che raggiungono ogni luogo più distante dell’universo, un tessuto connettivo che permea tutta la Creazione. Ogni elemento della realtà percepisce la sua presenza e appartenenza al creato che si manifesta; percepisce la sua esistenza all’interno di uno spazio che lo ingloba e che lo contiene.

Nella situazione in cui un essere perde il suo senso di appartenenza alla realtà in cui è immerso, avviene una disconnessione totale che se perpetrata nel tempo può diventare pericolosa e irreparabile. Possiamo immaginare un circuito elettrico a rappresentarne la metafora della realtà manifesta a livello materiale. Immaginiamo ogni essere vivente come una lampadina. Questa riceverà energia a partire da un generatore, che trasmette corrente elettrica attraverso un filo conduttore. Se la lampadina “esce”, per svariate ragioni, dal circuito, non potrà più accendersi, non potrà più ricevere corrente elettrica, e non sarà più in grado di emettere luce. A questo punto si aprono due possibilità per questa lampadina: essere reintegrata nel circuito, o continuare la sua esistenza fuori dal circuito. Perché si realizzi la prima possibilità vi è necessità di un aiuto esterno, una “mano” che reinserisca la lampadina all’interno del circuito. Oppure, la speranza che all’interno della lampadina vi sia una forza, una volontà e una capacità di auto-reinserirsi all’interno del circuito. La seconda possibilità, che apparirebbe come la più semplice e realizzabile, condurrebbe la lampadina “solitaria” a una nuova vita fuori dal circuito, senza più alimentazione e senza più possibilità di emettere luce. Abbandonata in un vuoto sconosciuto e senza riferimenti, potrebbe addirittura incorrere nel grosso pericolo di rompere la sua struttura interna che la tiene in vita, ovvero il filamento di tungsteno che è sostenuto da sottilissimi conduttori metallici. Se ciò avvenisse, anche se vi fosse l’aiuto di una mano esterna che la reinserisce all’interno di un circuito, avrebbe perso per sempre la sua capacità, il suo scopo e soprattutto il dispositivo interno che la terrebbe in vita, donandole la possibilità di ricevere corrente e di emettere luce.

E se la lampadina non riuscisse a rientrare nel suo circuito? Vi sarebbe una terza possibilità di vita per la lampadina “spodestata” dal suo circuito, e questa possibilità dipenderà dal tempo. La lampadina potrà, per un tempo limitato che non metta a repentaglio la sua sicurezza nel buio senza protezione né alimentazione, fare il suo ingresso all’interno di un altro circuito elettrico. Un nuovo ambiente che potrebbe accoglierla e darle nutrimento, donandole e riconoscendole così la sua capacità di emettere luce.

Non è difficile riconoscere nella metafora della lampadina, l’esperienza dell’esistenza di ogni essere umano.

Talvolta l’Uomo può non comprendere la sua capacità di emettere luce, ovvero i suoi talenti e il suo scopo nella vita. Talvolta può non comprendere l’ambiente in cui è immerso e che lo tiene in vita, non riconoscendone il nutrimento e l’energia che riceve. Talvolta può non comprendere il senso comunitario della sua esistenza, all’interno della quale ogni elemento è “chiamato” a svolgere un compito per un progetto più grande. E talvolta, soprattutto, può non comprendere il senso della sua capacità, del suo scopo, dell’essere parte di un disegno globale, dell’essere in vita.

Se l’essere umano perde questo senso di appartenenza, di percezione della sua esistenza, perde il senso dell’essere in vita e la volontà di vivere e sopravvivere. Poiché in questo caso non percepisce più alcun legame con se stesso o con la sua esistenza; non percepisce più l’importanza di uno scopo o di una sua totalità.

Se l’essere umano non prova Amore per la propria Vita, qualsiasi percorso di formazione, di terapia, di scambio umano, sarà assolutamente vuoto e privo di senso. Non riuscirà, riprendendo la metafora della lampadina, a riconoscere la bellezza di poter illuminare il mondo circostante, la preziosità di riconoscere una realtà che lo tiene in vita e che gli dà nutrimento, la magia di percepire il semplice fatto di essere in vita e la sua unicità all’interno del grande disegno della vita.

Senza questo Senso che conduce l’Uomo ad amare naturalmente e spontaneamente la sua Vita, tutto perderà Senso. Cibarsi, spostarsi, lavorare, procreare, entrare in relazione con l’altro, sembreranno azioni prive di uno scopo: semplici passatempi per consumare il Tempo all’interno del gioco dell’esistenza.

Senza questo scopo, non si percepirà la differenza tra una lampadina accesa e una lampadina spenta.

…e quando si incontrerà una lampadina spenta nel vuoto, depredata del suo scopo e con il suo meccanismo interno rotto per sempre, non si percepirà il senso di dolore per quell’essere…

Ma…percependo e sviluppando questo Senso, si potrà comprendere lo scopo della propria esistenza e la bellezza di illuminare il mondo circostante; e soprattutto…poter essere quella “mano” che può accompagnare una lampadina smarrita… a riconquistare il suo posto nel mondo: emettere luce e amare il suo meraviglioso talento!

 

 

Vento Gravitazionale...

Da qualche anno è giunto sulla Terra un “vento gravitazionale di flusso inverso” fortissimo, irresistibile e perpetuo. La sua intensità aumenta nel tempo, e sembra fortificarsi e potenziarsi per via di “porte” che progressivamente si “aprono”, rafforzandone la corrente d’aria. La circolazione continua di questo flusso di aria “cosmica”, un anticiclone permanente ad alta pressione che soffia in senso antiorario, sta provocando la riattivazione di pericolose voragini e profondi crepacci. L’indebolimento del campo magnetico terrestre in alcune vaste aree si muove in parallelo al costante scioglimento di importanti “barriere”, che per tempo hanno garantito la sicurezza e la salvaguardia del nostro pianeta e della specie umana…

È’ come se la forza di tali “onde gravitazionali” fosse così prorompente da riuscire a squarciare porzioni dei nostri cieli, giungendo a scardinarne le possenti e preziose serrature che ne salvaguardavano l’incolumità, il riparo e la protezione.

Per comprendere meglio le cause di questo scenario apocalittico in crescita, bisogna osservare cosa “si muove” in profondità…

Potrebbe non essere un caso che al confine tra il mantello terrestre e il nucleo liquido di ferro e nichel, a un certo punto hanno iniziato a formarsi “zone di flusso inverso”: linee di campo con una polarità anomala, che a partire da un episodio x hanno invertito la direzione del loro flusso, dirigendosi in senso contrario.

Nello specifico, una vasta porzione del nucleo esterno della Terra, situata sotto l’Oceano Pacifico a circa 3000 chilometri di profondità, ha invertito la direzione del suo flusso fuso passando da ovest a est. Questo cambiamento di rotta è iniziato attorno al 2010 e si è rafforzato fino al 2020.

L’inversione del “cuore liquido” della terra, oltre a generare scosse geomagnetiche, e cambiamenti nella durata del giorno terrestre, provoca l’indebolimento dello scudo magnetico del pianeta.

Il cuore dell’uomo si sta comportando allo stesso modo… la sua inversione di rotta è inarrestabile e il suo battito pare risuonare in un senso contrario, anomalo e ostile.

L’ostilità che mostra si abbatte soprattutto su se stesso e sul mondo che lo circonda, teso così a distruggere i suoi simili e i suoi riferimenti, lungo un tracciato che lascia poche speranze.

La progressiva inversione dei poli sta provocando nelle profondità dell’essere umano un’inversione di rotta che non mira più alla costruzione, alla salvaguardia e alla conservazione della propria specie. L’itinerario e la direzione che sta impostando stanno virando verso la distruzione, l’impoverimento e l’estinzione.

Vi è qualcosa di attrattivo e irresistibile, proprio come un magnete che conduce verso questo triste scenario. L’essere umano, debole e incapace, non riesce a resistere e a combattere contro questo ipnotico e affascinante richiamo.